Epiteti e appellativi di Dioniso

 

 

Acratoforo, “che reca vino puro”, diffuso soprattutto in Figalia, nell'Arcadia.
Agatodèmone, appellativo di Dioniso quale salvatore dalla peste. (Agatodèmone era anche una divinità greca, mutuata dalle divinità dell'antico Egitto, dove era venerata sotto la forma di serpente con testa umana.)
Arboreo, Dioniso è divinità “ arborea” perché ha in sé un potente elemento vegetativo e fecondatore.
Arsenotelo, androgino, ermafrodito.
Barbato, nell’iconografia più antica Dioniso è rappresentato con la barba.
Bassareo, derivante dal vocabolo tracio bassàra, che significa volpe, con riferimento alla pelle che copriva le spalle delle Baccanti. Secondo altre fonti però , l'appellativo deriva dalla veste indossata dal dio, la bassara, oppure dall'omonima città della Lidia dove Dioniso aveva un suo tempio molto famoso, o ancora, sempre per quest'ultimo termine, che in ebraico significa vendemmiare.
Biforme, perché ci furono due Dionisi: l’antico con una lunga barba (perché gli antichi si facevano crescere tutti la barba), e quello successivo nel fiore della vita, giovane ed effeminato.
Briseo, dal nome della ninfa Brisa che a sua volta gli avrebbe schiuso i segreti delle Melisse.
Bromio, “il rumoroso”, “il fragoroso”, “colui che strepita” (riferimento alla sua apparizione caotica). Anche “il frusciante” (riferimento alla sua presenza percepita dallo stormire del fogliame sacro e dal mormorio della foresta).
Bucornide, “dalle corna di bue”, poiché il dio era rappresentato ora con due raggi di luce a forma di corna sulla fronte, ora recante in mano un corno di bue pieno di vino.
Cadmeo, ossia “tebano”. Cadmo era il mitico fondatore di Tebe.
Colonate, da Colone, “Collina”, un’altura a est di Sparta presso il fiume Eurota.
Cresio, ossia Cretese.
Cretogeno, nato a Creta.
Ctonio (catactonio), sotterraneo. Era un attributo di diverse divinità sotterranee. Secondo Eraclito, Dioniso Ctonio era Ade.
Dasillio, “il peloso”, “il frondoso”.
Dendreus (Endendros), “il dio-albero”, “che è (o appare) nell’albero”.
Dendrites, “protettore di alberi”.
Dyalos, “l’ibrido”.
Egobolo (Egoboro), "colui che immola, divora le capre".
Eleleo, “il vociferante”, riferito alle voci e ai gridi delle baccanti.
Eleutereo, il Temenos di Dioniso Eleutereo era un santuario situato alle pendici meridionali dell'Acropoli di Atene.
Enorco, era il figlio incestuoso di Daita e del fratello Tieste, e innalzò un tempio a Dioniso.
Enorches, “provvisto di testicoli”.
Evante, “il fiorente”, era uno dei figli di Dioniso e Arianna. Come anche Enopione “l’uomo del vino” e Stafilo “la vite”.
Eubuleo, è il Dioniso infero dell’orfismo.
Erifo, “capretto”.
Evoè (Evio, Evan), “evoè” era un’esclamazione di giubilo lanciata durante le sue cerimonie.
Fleonte (Fleo), “verdeggiante”.
Gynnis, “il femmineo”.
Iacco, dio invocato nei misteri di Eleusi, secondo alcuni personificante il grido rituale iakche. Inteso come un'ipostasi di Dioniso, un Dioniso giovane, o come il compagno di Demetra o di Core. Strabone ne dà questa definizione: "I Greci chiamano Iacco Dioniso e il condottiero dei misteri (ὁ ἀρχηγέτης τῶν μυστηρίων), il genio di Demetra". Veniva raffigurato come un adolescente portatore di fiaccola.
Iobacco, il culto di Dioniso Iobacco (᾿Ιόβακχος) si celebrava in Attica nelle feste Iobaccheia (᾿Ιοβάκχεια) con banchetti.
Kemelio, “mangiatore di carne cruda”. Stesso che “omadio”.
Kissos, “edera”, “viticchio”.
Leneo, “dio del torchio” o “dio delle menadi”.
Lieo, “il liberatore”, epiteto di Dioniso che, col dono della vite, libera l’uomo dagli affanni.
Lisio (Lusio), “colui che scioglie”, che libera l’individuo dalla limitata dimensione umana.
Melanegide, Dioniso M. era onorato presso la città di Ermione.
Nato-due-volte, Zeus estrae dal corpo di Semele (folgorata) il piccolo Dioniso: si opera un taglio in una gamba, la apre, e trasforma la sua coscia in un utero femminile per ospitarvi il piccolo, che in quel momento è un fanciullo di sei mesi.
Giunto il momento della nascita, Zeus apre la sua coscia e Dioniso ne esce, così come era stato estratto dal ventre della madre. Dioniso, pertanto, sarà doppiamente figlio di Zeus: sarà il "due volte nato".
Niseo, ossia “di Nisa”, la mitica località che gli diede i natali.
Omadio (Omestes, Omadios), da “omofagia”: “che mangia carne cruda”.
Oineo (Vineo), venerato come dio dell’edera e della vite selvatica.
Orto,“l’eretto”, riferimento agli attributi sessuali.
Patroos, “padre”, antenato.
Pirigeno, “nato dal fuoco”.
Pseudanor, “pseudomaschio”.
Saote, “seduto”.
Sicite (Sykites, Sykeates, Sykon) “dio del fico”.
Taurocefalo (taurocero, taurocrano, taurocorno), “dalla testa di toro”.
Tauromorfo, “dalla forma di toro”.
Taurofago, “mangiatore di tori”.
Tioneo, “figlio di Tione”.
Vitisator, “viticoltore”.
Zagreo, antica divinità greca che nella tradizione orfica viene assimilata a Dioniso.